Da dove viene il nome “PIZZA”?

Un tempo esistevano forni comuni, di quartiere, dove la gente si recava a cuocere il proprio impasto.
Ognuno preparava le pagnotte e con una lama incideva un taglio particolare sulla superficie, prima di infornare. In questo modo avrebbe potuto riconoscere il proprio prodotto, una volta cotto, da quello degli altri.
I forni comuni erano a legna, molto utili, visto che nessuno aveva forni elettrici in casa.

Utilizzo del forno comune

Per capire se il forno aveva raggiunto la giusta temperatura esisteva una tecnica. Si prendeva una pallina di impasto, la si stendeva alla bell’è meglio e la si buttava in un angolo del forno. Poi magari un’altra ed un’altra ancora, per testare diverse aree.
A seconda di come l’impasto cuoceva, una persona esperta si rendeva conto della temperatura del forno.
Il pezzo di impasto, in dialetto napoletano, era chiamato “piezzo”.
Una volta appurata la temperatura, il pane era infornato ed i piezzi venivano farciti e consumati.
Era un momento conviviale di scambio di idee e racconti, non solo sul pane, ma sulla vita in generale.
Non ci si poteva mettere il pomodoro sui piezzi: era inesistente, in Europa, a quel tempo.

Note sul pomodoro

Il pomodoro è un frutto del sud America, per lo più usato come fosse una verdura.
Il suo arrivo in Europa è datato 1540. Molti pensano per via di Cristoforo Colombo, ma sembra che tra i prodotti da lui presentati ai regnanti di Spagna, non ci fosse il pomodoro. Importato, più tardi, da Hernàn Cortès.
Tra tutti i tipi di pomodoro ce ne è uno che eccelle per qualità: il San Marzano! Questo necessita di avere un suo post. Presto!

Cibolution del piezzo

Nel 1889 un talentuoso chef partenopeo, dal nome di Raffaele Esposito, pensò di usare l’idea base del piezzo, per preparare un piatto speciale per la regina Margherita. Piatto che la regnante gradì molto e che ancora oggi porta il suo nome: Margherita.
La pizza come quella di Raffaele esisteva già da molto prima che lui la facesse. Mi piace, però, ricordarlo, perché la sua storia riassume un po’ quello che succede nell’evoluzione della ristorazione, ma anche in altri ambiti. L’inventore reale passa spesso in sordina e i crediti vanno a chi, per casualità o bravura, riesce a far leva su un buon marketing.

Conclusione

La pizza altro è l’evoluzione del piezzo, usato per controllare la temperatura dei forni di quartiere, e rappresenta un rinomato pezzo della Storia d’Italia.
Per dirla in gergo tecnico: la pizza è la cibolution del piezzo.

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